Le nostre proposte

Benvenuti su Vincenzo Monti Prestige Srl

VINCENZO MONTI PRESTIGE International Real Estate • Milan • Venice • New York • Miami • London • Paris 

#ThinkPrestige! (Guarda il nostro spot pubblicitario http://youtu.be/wneA1vmkeik)

• MILAN Agency - Vincenzo Monti Prestige Srl - Via Vincenzo Monti, 26 - 20123 Milano, MM Cadorna - tel. 4 linee r.a. (+39).02.463972 - (+39).02.43980243 - fax (+39).02.43400684 - mail: monti@vincenzomontiprestige.it - P.Iva e c.f. 03413890967 - Cap. Soc. 30.000 € i.v.

• MIAMI Agency - 1000 5th Street - Suite 1305 - South Beach 33139, FL - USA: Clicca qui per vedere le case in offerta a Miami (noi possiamo venderVi tutti gli immobili qui presenti);

NEW YORK Agency - The Cipriani Building 25 Broadway, 9th Floor - NY 10004, USA: Clicca qui per vedere le case in offerta a New York  (noi possiamo venderVi tutti gli immobili qui presenti);

LONDON Agency - 9,11 Grosvenor Gardens - SW1W 0BD, ENGLAND: Clicca qui per vedere le case in offerta a Londra (noi possiamo venderVi tutti gli immobili qui presenti); 

PARIS Agency - 100 Quai de la Rapée - 75012 Paris, FRANCE.

Private Estating - A Milano, siamo riconosciuti agli occhi di una Clientela selezionata, come tra le agenzie immobiliari più accreditate e specializzate nella vendita e locazione di immobili da oltre quattordici anni nei prestigiosi Quartieri di Vincenzo Monti/Corso Magenta – Centro/Quadrilatero - Wagner/Buonarroti. Siamo anche specializzati con le sedi estere aperte sul posto a New York, Miami, Londra e Parigi, nella vendita a Clienti italiani di immobili all'estero, e viceversa a Clienti esteri di immobili posti nel cuore di Milano. Abbiamo, infine, una lunga specializzazione nelle locazioni pluriennali sia abitative, che ad uso commerciale. La nostra idea è il "Total care" unito all’assoluta riservatezza: il Cliente sempre al centro del nostro servizio. "Vincenzo Monti Prestige" rappresenta la massima professionalità di esperti consulenti. In un mercato che si fa sempre più complesso, scegliere il giusto operatore immobiliare è un'operazione estremamente delicata. I nostri punti di forza sono: Innanzitutto la territorialità, grazie alla presenza della sede Prestige nel cuore della più pregiata zona di Milano a livello residenziale, ed alle altri sedi posizionate nel centro di quattro fra le più importanti capitali mondiali. Poi la profonda conoscenza del mercato della zona ove sono poste, data la loro specializzazione, ed un portafoglio clienti sempre aggiornato e mirato alla stessa area. Siamo certi di avere Clienti sicuramente interessati a vendere, comprare e affittare in queste stesse zone/città, in quanto trattiamo ogni giorno unicamente questi importanti mercati. LA NOSTRA FILOSOFIA a nostro parere in un periodo di forte crisi a livello globale gli aspetti che fanno la differenza sono due: Entusiasmo e Serietà.

 ENTUSIASMO per tutto ciò che ci circonda. Per la famiglia, per il lavoro, per il prossimo, per i Clienti. L'entusiasmo nell’alzarci la mattina con la voglia di fare, di lavorare, di raggiungere gli obbiettivi giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. E così accade da più di tredici anni! Siamo noi i padroni della nostra vita. Siamo noi i protagonisti del nostro libro. Non dobbiamo relegarci ad un ruolo di comprimario. Siamo noi gli attori protagonisti. SERIETA' poiché siamo assolutamente discreti e, soprattutto, non Vi raccontiamo chiacchiere. Se ne vendiamo di case? Sicuramente si, ma siamo abituati a far parlare i fatti. Tutto il resto, qualunque altro buon agente immobiliare lo può fare. Chiamateci pure senza impegno contattandoci allo 02.463972. Potremo così valutare la situazione, decidendo assieme le strategie più opportune nel caso di vendita o locazione per poter farVi realizzare il massimo dal Vostro immobile, o l’immobile più adeguato aì Vostri gusti nel caso necessitaste di un acquisto.

“La vendita di una casa è come la matematica. Se fatta bene, non può che portare al risultato esatto, ovvero alla vendita. E’ la scelta di chi cerca di portarla al risultato, che ne condiziona l’esattezza”. ANDREA PINCHERLI - VICINI (Ceo & Founder)

Siamo gli unici a poter vantare un CURRICULUM VITAE concentrato nei Quartieri tra i più importanti di Milano. Negli indirizzi più esclusivi. In questi indirizzi abbiamo venduto od affittato almeno un’immobile. Addirittura, in più di un civico tra quelli segnalati, abbiamo affittato o venduto ben più di un immobile. Un concentrato di iniziative di successo. Se cercate o vendete casa qui, avete sicuramente trovato gli interlocutori perfetti per Voi. 

Curriculum vitae* Quartiere C.so Magenta - Vincenzo Monti - Pagano: 

  • VINCENZO MONTI VIA 9, 7, 15, 26, 27, 28, 29, 32, 33, 36, 41, 47, 50, 52, 54, 55, 56, 57, 75, 79, 81 e 86
  • ALBERTO GIUSSANO 1
  • ABBONDIO SAN GIORGIO 14, 22
  • AMEDEI VIA 11
  • ARIOSTO VIA 8, 10, 26
  • BARACCA 6
  • BAZZONI 12
  • BORROMEO 5
  • BOCCACCIO VIA 4, 7, 14, 15A, 20, 34, 45, 47
  • BOEZIO VIALE 2
  • BRISA VIA 15
  • BROLETTO VIA 37 

  • CADORNA P.ZA 2 e 10
  • CANOVA VIA 29
  • CARADOSSO VIA 18
  • CARDUCCI 4 

  • CERVA VIA 14
  • CHIOSSETTO 2
  • CORRIDONI 7
  • D'APULIA NICOLO' 6, 7 e 8
  • DELL’AMBROSIANA VIA 22
  • EUPILI 6
  • FILARETE VIA 
5
  • FORO BONAPARTE VIA 22, 52
  • FULCORINA VIA 15 e 17 

  • GHERARDINI VIA 1 

  • GIOBERTI VIA 5 

  • GUIDO D’AREZZO VIA 7
  • GRIZIOTTI 3
  • GUERRAZZI VIA 10
  • IPPOLITO NIEVO VIA 37
  • LARGA VIA 11
  • LEOPARDI VIA 3, 21, 25, 26, 29, 31
  • MACCHIAVELLI VIA 18, 26 

  • MAGENTA C.SO 78, 79 

  • MANZONI/ROMAGNOSI 2/12 

  • MASCHERONI VIA 12, 16 e 25 

  • MASSENA VIA 12/7
  • MELZI D'ERIL 12
  • MOSCOVA 46/1
  • NERINO VIA 8
  • PALLAVICINO VIA 21 

  • PANZINI VIA 12 e 13 

  • PETRARCA VIA 4, 7, 18
  • POERIO 6
  • PRATI 4
  • PIER MARINI VIA 10 

  • QUINTO ALPINI 2, 3, 4, 7, 8, 9 e 12
  • RASORI VIA 2, 15

  • REVERE 6, 18 

  • SAN GIOVANNI SUL MURO 5
  • SAN SENATORE VIA 14 e 16
  • SANT'AGNESE 18 

  • SAFFI VIA 6, 11, 15, 12, 22, 25, 27

  • SANTA MARIA VALLE 4
  • SEI FEBBRAIO P.ZA 12
  • SEMPIONE C.SO 21
  • TAMBURINI VIA 6, 1, 11
  • TELESIO 17
  • TOMMASEO
  • UCCELLO PAOLO VIA 4, 5
  • VENTI SETTEMBRE 27
  • VIGNA VIA 3

  • WITTGENS VIA 5


Curriculum vitae* Quartiere Washington - Wagner - Buonarroti: 

  • ALBERTO MARIO VIA 18, 25, 67 
  • AMENDOLA P.ZA 3 e 14 
  • BELFIORE VIA 12, 16 
  • BUONAROTTI VIA 8, 19, 3, 24 
  • CASSIODORO VIALE 5, 16 
  • CAVALCABO' VIA 10 
  • CLEFI VIA 7 
  • COLONNA VIA 8, 15, 46 
  • CORREGGIO VIA 3, 8, 12, 16, 19, 22, 51, 57 e 61 
  • DE ANGELI P.ZA 2 
  • DEI GRACCHI VIA  6, 26 
  • DEI MARTINITT  VIA 7, 26 
  • DEL FUSARO VIA 2 
  • ESCHILO VIA 6 
  • EURIPIDE VIA 9 
  • FRUA VIA 6, 12, 14, 16, 18, 21 
  • GIASONE DEL MAINO VIA 23 
  • GIOTTO VIA 7, 29 
  • GIULIO CESARE  P.LE 4, 7, 15, 17, 19 
  • GRIZIOTTI VIA 3 
  • GUARNERO 5
  • MARCHESE DE TADDEI VIA 1, 14, 15 
  • MARGHERA VIA 6, 9, 14, 32, 36, 51 
  • MOSE’ BIANCHI VIA 17, 26, 93 
  • ORGANDINO VIA 2, 13, 19 
  • PIER CAPPONI VIA 2 
  • PLUTARCO VIA  6, 12, 13 
  • PREVIATI VIA 34  
  • RAVIZZA VIA 19, 28, 26 
  • RUGGERO SETTIMO VIA 2 
  • SAN SIRO VIA 1 
  • SANZIO VIA 2, 16 
  • SARDEGNA VIA 27, 32, 35, 44, 45 e 48
  • SENOFONTE VIA 5, 7
  • SERRA 14 
  • SOFOCLE VIA 1 
  • SORESINA VIA 12 
  • SPINOLA VIA 5, 7 
  • STUPARICH P.ZA 8
  • TIZIANO VIA 11, 21 
  • TRANQUILLO CREMONA VIA 12 
  • TRIVULZIO VIA 2, 3 
  • VERCELLI C.SO 20, 27, 38, 52, 55 
  • VOLTERRA VIA 14, 24 
  • WASHINGTON VIA 5, 9, 12, 19 e 49

* dati aggiornati al 30 Aprile 2016

 

LISTINO IMMOBILIARE - index prestige

Per dare un'idea ai nostri Clienti delle performance del mercato immobiliare residenziale del Quartiere tra i più importanti di Milano, ove siamo specializzati, abbiamo creato l'indice "Prestige", il VMPI (the international residential Vincenzo Monti Prestige Index). Un "barometro globale" con i prezzi per metro quadro.

Anno 2014 - Semestre 1 - Fascia/zona: Centrale - CORSO MAGENTA, VINCENZO MONTI, PAGANO, ARCO DELLA PACE - Destinazione: Residenziale

Tipologia  Stato conservativo  Valore Mercato (€/mq) Valori Affitto (€/mq x mese)              

                                                            Min         Max               Min        Max

Abitazioni civili             normale        4100      5400                 14           18          

Abitazioni civili              ottimo          5400      7800                 18           25,2      

Abitazioni signorili        ottimo          8000     11500                 25           30          

Abitazioni economiche ottimo          3800      5100                 13          17,5            

Box                                normale        2500      3600                  9             13           

 
 

- WHO’S who

Vincenzo Monti Prestige Srl - P.Iva e c.f. 03413890967 

Cap. Soc. 30.000,00 € i.v. - Iscrizione Rea n. MI-1672526

Iscrizione mediatori n. 11360 CCIAA MI

Founder: 
Andrea Pincherli-Vicini

Broker esperto, da almeno 26 anni gravita nel mercato immobiliare italiano ed internazionale, con una vera e propria connotazione: ama il proprio lavoro. Nato a Como negli anni ’70, ha dapprima trattato in lungo ed in largo il mercato immobiliare comasco e le ville del suo rinomato Lago. Poi, grazie anche agli studi di Architettura intrapresi al Politecnico di Milano, ha iniziato ad amare la grande Milano degli anni ’90, aprendo così nel 2002 la “Vincenzo Monti Prestige International real estate” nell’omonima via in centro a Milano, specializzandosi nel mercato del pregio milanese. Arrivando, poi, ad essere Direttore Italia Prestige International di Professionecasa Prestige, marchio del lusso immobiliare di TREE REAL ESTATE (PROFESSIONECASA SpA, GABETTI SpA e GRIMALDI SpA), nonché socio e consigliere d'amministrazione della Professionecasa Property International, marchio allora dedicato al mercato immobiliare internazionale della stessa Holding detenuta da Emma Marcegaglia. Oggi continua con passione e dedizione a proseguire il proprio lavoro, ispirandosi totalmente ai valori del proprio bisnonno Marco Arturo Vicini, Avvocato e Senatore a vita del Regno d’Italia, che nel suo testamento scrisse: "Avrei potuto accrescere il mio patrimonio, se avessi voluto approffittare della mia posizione e della mia professione. Non volli! Lascio ai mie figli l'orgoglio di poter dire che la mia eredita' e' esclusivamente dovuta all'onesto lavoro di chi non volle mai fare l'affarista, ne' speculare sulla vita politica...".

Director: Andrea Pincherli-Vicini 

pincherli@vincenzomontiprestige.it

Agency Manager: Fabio Colombo colombo@vincenzomontiprestige.it

Law Firm: Studio Legale Sidoti

 - Fivesisxty (http://www.fivesixty.it/)

Tax Consultants: Studio Russo

 - P&A Promotion e Assistance S.a.s. 

Labour consultants: Studio Maione

 (http://www.studio-maione.it/)

Insurance (Assicurazione professionale obbligatoria): CARIGE Ass.ni SPA - Viale Certosa, 222 - Milano 


- PRESS/NEWS

Meglio investire in finanza od acquistare una casa?

Rendimenti Tassi, utili, Pil e inflazione: i conti (magri) dei prossimi venti anni

Azioni e bond offriranno tra lo zero e il 6% l’anno. Mentre finora si ballava tra il 5 e l’8%. L’era dei mini-rendimenti non finirà tanto presto. Se negli ultimi 30 anni con i bond e le azioni si portava a casa tra il 6 e l’8% l’anno, nei prossimi 20 è ragionevole aspettarsi risultati pari alla metà. Ma solo se va bene. Se va male, cioè se l’economia non si rimette a marciare, chi investe in bond potrebbe anche ritrovarsi (come accade oggi) a zero. O poco di più. In generale il mondo crescerà di meno, compresi gli Emergenti e le aziende hi tech. Big dei mercati e piccoli risparmiatori dovranno quindi accettare il fatto che sui soldi messi da parte, la macchina del tempo potrebbe non avere più gli stessi effetti che si sono visti dal 1980 ad oggi. Uno studio di Mc Kinsey Global Institute prova a fare i conti in tasca al futuro, un confronto tra il passato che conosciamo e che abbiamo vissuto e le stime del prossimo ventennio. Se cento dollari investiti a Wall Street negli ultimi trent’anni sono diventati 460 (al netto dell’inflazione), da oggi al 2036 possono diventare 350 nello scenario migliore. Se invece l’economia dovesse marciare in maniera stentata, gli stessi cento dollari, sempre al netto dell’inflazione, in un ventennio potrebbero moltiplicarsi a un ritmo molto più basso, in un range fra 220 e 270. Decisamente più magra la performance dei bond: cento dollari impiegati in Treasury in tre decenni sono diventati 260. Da qui ai prossimi venti possono rimanere cento dollari nel caso peggiore, quello della crescita latitante, o diventare, nella migliore delle ipotesi, 150. «Gli ultimi 30 anni hanno regalato ritorni eccezionali ai risparmiatori, grazie a una combinazione favorevole di fattori economici e di business; ad esempio, gli investimenti azionari in Europa occidentale hanno generato ritorni del 3% i superiori alla media degli ultimi 100 anni. In futuro gli investitori dovranno rivedere le proprie aspettative: anche secondo la nostra previsione più ottimistica, nei prossimi 20 anni i ritorni sugli investimenti in equity, ad esempio, scenderanno tra 140 e 240 punti base rispetto al trentennio precedente — dice Leonardo Totaro, managing director McKinsey Mediterraneo —. Questo potrà avere ripercussioni importanti: a fronte di una ipotetica riduzione di 2 punti percentuali dei rendimenti di lungo periodo, chi oggi ha trent’anni dovrà lavorare 7 anni in più o raddoppiare i propri tassi di risparmio per avere la stessa pensione». Un’epoca sta finendo. Se non lo è già. Per valutare le implicazioni — dice ancora il paper firmato da Mc Kinsey — è necessario capire quali sono stati i motori che hanno guidato le performance fino ad oggi: d’ora in avanti diventa pericoloso considerarli sempre accesi. Le parole chiave che hanno cambiato verso sono quattro: inflazione, tassi, Pil, utili aziendali. Le prime due — costo della vita e rendimenti dei titoli di Stato — viaggiano insieme. Li abbiamo visti piombare dal 10% (o più) degli anni Ottanta al congelamento di oggi. In Europa l’inflazione è ben sotto il 2%. Quanto ai rendimenti dei decennali si va dal negativo extra euro di Giappone e Svizzera al poco più di zero della Germania. Per avere il 2% a dieci anni bisogna andare negli Usa. La buona notizia è che più giù di così sarà difficile vederli andare. La cattiva notizia è che nessuno possiede la sfera di cristallo per dire a quale velocità di crociera avverrà la risalita. Sarà lenta e faticosa? O prenderà l’abbrivio? Poter rispondere a questa domanda — quella che tiene svegli di notte Yellen, Draghi e i banchieri centrali delle maggiori economie mondiali — offrirebbe la soluzione a (quasi) molte incertezze. (16 maggio 2016 Fonte Corriere Economia)

Dal 1927 al 2012, al netto dell’inflazione, i prezzi delle case sono più che triplicati, mentre nelle grandi città sono quintuplicati. A renderlo noto la pubblicazione “I prezzi delle abitazioni in Italia, 1927-2012” della Banca d’Italia. A partire dagli anni Settanta, pur mostrando cicli di diversa durata e intensità, i prezzi delle abitazioni registrano una rapida crescita: dal 1970 al 2007 (punto di massimo del ciclo immobiliare) quasi triplicano in termini reali. La crescita dei prezzi reali delle case intervenuta dalla metà degli anni Sessanta contribuisce a spiegare larga parte dell’aumento del rapporto tra ricchezza delle famiglie e Pil. In Italia, già nel 1951 il 40 per cento delle famiglie erano proprietarie dell’abitazione di residenza; nel 2012 la quota di proprietari ha sfiorato l’80 per cento. In un Paese in cui la proprietà della casa è tanto diffusa, l’aumento del prezzo delle abitazioni tende ad avere effetti perequativi.

Il passato, il presente e il futuro dell'immobiliare visto da qui 

1. L’Italia è (e continuerà a essere) un Paese di proprietari di casa

Sette famiglie su 10, in Italia, hanno un immobile di proprietà. Durante gli anni che dividono il 2001 e il 2011, malgrado la crisi che ha colpito il settore intorno al 2007, i proprietari di casa sono aumentati del 13,8% (con un aumento particolarmente significativo nel centro Italia). Nel periodo è rimasta stabile la percentuale di famiglie in affitto…

2. La casa è un bene d’uso: non perderà mai interamente il suo valore

C’è un equivoco (parecchio diffuso) dovuto alla storia della crescita economica italiana, che è stata una storia di cicli economici più o meno regolari di crescita e crisi durante i quali però il valore degli immobili è aumentato sempre a un tasso superiore a quello del costo della vita (ad es. dal 1961 al 2011 i valori immobiliari sono cresciuti in media del 9,1% l’anno, contro un costo della vita che è cresciuto, mediamente, del 6,6% l’anno). Su questo sfondo, le case sono sempre state considerate alla stregua di un salvadanaio in grado di produrre interesse, come fossero un cassetto in cui, per qualche motivo, il valore del denaro sarebbe sempre aumentato relativamente all’inflazione e nel tempo. Questa concezione è cambiata però in conseguenza della crisi. Il cambiamento di prospettiva ha prodotto una rivoluzione che, come ogni rivoluzione, è una grande opportunità. La necessità di abitare (che è sempre più la motivazione prevalente alla base dell’acquisto) impone, prima o dopo, la realizzazione di una compravendita. È un dato perfino banale, ma che nessuno sembra ricordare mai a sufficienza. Contrariamente a investimenti speculativi e finanziari gli immobili rimangono una garanzia solida, perché hanno un valore d’uso (l’abitare) che è praticamente impossibile perdere interamente. E infatti, a 7 anni dalla crisi, ci sono i primi segnali positivi del mercato immobiliare.

 3. È finito il sogno bucolico della classe media urbana degli anni ‘00

Dopo la discesa costante del mercato seguita al tracollo del 2007, nel 2014 il numero di compravendite immobiliari è tornato a crescere e ha raggiunto le 421 mila unità compravendute riallineando questo dato al corrispettivo del 1985. Si tratta di una crescita che segna il +3,5% rispetto al 2013. Il maggiore contributo a questa ripresa lo danno però le compravendite per immobili in comuni da più di 250.000 abitanti. Un trend di ripresa che sembra quindi concludere il ciclo di vendite nelle classi di comuni più piccoli (con meno di 50.000 abitanti) che aveva caratterizzato gli anni 2000. Anni nei quali, facendo un po’ di storia recente, diverse famiglie avevano scelto di muoversi dai centri urbani verso comuni di dimensioni modeste, possiamo ipotizzare facendo il cosiddetto downshifting (la scelta deliberata di uno stile di vita meno incentrato sulla professione e più sulla coltivazione degli interessi). Insomma, la classe media urbana torna in città!

4. Gli immobili non smettono mai di produrre ricchezza

Nel 2014 sono state concluse 421 mila compravendite immobiliari per un fatturato di €72,1 miliardi. Il fatturato è cresciuto, circa allo stesso passo del volume delle vendite (di 4 punti percentuali) rispetto a quello dell’anno precedente. Questo vuol dire che gli immobili, anche negli anni della crisi (dal 2007 a oggi), hanno comunque continuato a produrre ricchezza (meno che in passato e a volte non restituendo l’intero investimento, ma comunque restituendo)… La proprietà immobiliare è per l’Italia una enorme riserva di ricchezza, il cui valore stimato si aggira intorno ai 6.000 miliardi di €. Si tratta di una ricchezza che va tutelata e il ruolo (professionale) di chi lavora nel nostro settore è adoperarsi affinché questo patrimonio non venga deteriorato.

Capitolo secondo - "Il presente"

5. Siamo all'inizio di un nuovo (e inedito) ciclo immobiliare

Siamo di fronte all’inizio di un nuovo ciclo immobiliare. Questo è un dato. Si tratta però di un ciclo diverso da quello che molti hanno anticipato e si aspettano. Avrà caratteristiche radicalmente diverse da quelli passati: sarà diverso per qualità e per quantità. Il rimbalzo dei volumi delle compravendite del 2014 non prelude a una ripresa della stessa magnitudine delle riprese, ad esempio, della seconda metà degli ’80 o della prima dei 2000. Dal punto di vista quantitativo, perciò, il ciclo che si apre vedrà la curva del transato attestarsi su numeri stabili seppur ridotti rispetto al passato. Dal punto di vista qualitativo, invece, assisteremo a un progressivo cambiamento del profilo stesso della domanda. (Fonte “12 verità dell'immobiliare” 19 Ottobre 2015 Antonio Albanese – Sigest) 

MERCATO DEGLI IMMOBILI DI PREGIO: STATO DELL’ARTE

Il mercato degli immobili di pregio, secondo Santandrea Luxury Houses, nel I semestre 2015, è stato caratterizzato da un aumento sul fronte della domanda, grazie anche alla presenza sul mercato di valide soluzioni in termini di rapporto qualità/ prezzo. In questo momento l’Italia rappresenta un punto riferimento non solo per gli investitori domestici, ma anche per gli stranieri, che cercano un prodotto di ottima qualità in un contesto diventato sempre più interessante. Parliamo sia delle località turistiche, ma soprattutto delle grandi città, che si distinguono sotto il profilo storico-artistico, come Roma e Firenze; Milano, che rimane un punto di riferimento per gli investitori, oltre che città come Torino, Genova e Napoli, che possono offrire nei rispettivi centri storici soluzioni di pregio di particolare unicità. A livello generale, il mercato residenziale nel primo semestre del 2015 è stato contrassegnato da una crescita in termini di transazioni: +3% a confronto con lo stesso periodo del 2014 e +8,2% se si considera solo il dato del 2° trimestre (dati dell’Agenzia del Territorio). Tale dinamica ha avuto riscontro anche nel segmento pregio, che ha mostrato sicuramente una maggiore vivacità, grazie anche alla discesa dei prezzi. Oggi, nei casi in cui abbiamo immobili di qualità, a parametri riallineati, i tempi di vendita sono brevi. Al contrario, se resta una distanza tra domanda e offerta circa il valore dell’immobile, è poi difficile arrivare ad un incontro, in quanto viene a mancare uno degli elementi ormai fondamentali, anche per i potenziali acquirenti di immobili di prestigio. In tema di aspetti qualitativi, è infine è ormai chiara l’importanza di tutti quegli elementi, specifici per ogni città, quali la presenza di un’ampia terrazza, del box, di una zona giorno importante, un’esposizione che garantisca una buona luminosità degli ambienti, il pregio di affaccio, che fanno sì che un immobile situato in una delle zone di pregio attragga l’interesse da parte della domanda. Per quanto riguarda lo stato degli immobili, a Roma e a Napoli si conferma una prevalenza di richieste per le soluzioni da ristrutturare, in modo da personalizzare maggiormente la futura abitazione a fronte di un costo iniziale inferiore. Nelle altre città prevale invece una domanda per immobili già ristrutturati, mentre nel caso invece di soluzioni nuove, in tutte le realtà considerate, vengono premiate quelle in classe A, che rispondono a requisiti di efficienza e risparmio energetico.

La domanda a Milano nel semestre si è orientata invece a soluzioni intorno ai 180 -200 mq con almeno 3-4 camere da letto ed un eventuale spazio per il personale di servizio. Molto importante la zona giorno, caratterizzata da un salone doppio o triplo, dotato di balconata o terrazzo. Tra le zone più richieste si confermano, come nel semestre precedente, quelle di Brera e Magenta.

A Roma si conferma una richiesta prevalente per appartamenti in Centro Storico e in zona Prati; il taglio più richiesto ha una metratura intorno ai 150 – 200 mq e almeno 4 camere da letto. Tra le caratteristiche principali vi sono il piano alto, la terrazza con vista e il box auto.

A Genova è molto importante la presenza della terrazza, in particolare con vista mare, oltre al box. Le soluzioni più richieste hanno metrature intorno ai 140 mq e 3 camere da letto. Tra le zone più domandate si segnalano Albaro e Carignano.

A Firenze si confermano in testa il Centro Storico e i Lungarni, con una richiesta per appartamenti ristrutturati all’interno di palazzi d’epoca con metrature intorno ai 120 mq e 3 camere da letto; in questo caso la presenza del box / posto auto e della terrazza sono elementi di particolare rilevanza.

Napoli ha visto invece una maggiore richiesta appartamenti da ristrutturare, con metrature intorno ai 130-160mq. Le zone più richieste sono quelle di Chiaia – Crispi – Poerio e il Vomero. In questo caso la richiesta prevalente è per soluzioni dotate di box e terrazza.

Torino vede una preferenza per le soluzioni in appartamento, con metrature intorno ai 150 mq e 3 camere da letto, all’interno di edifici d’epoca ristrutturati. A livello di zone sono in testa quella di via Roma e limitrofe e quella di Gran Madre.

(Fonte Mercato immobiliare Gian Maria Brega 20 Novembre 2015)

Abitazioni: nuovi strumenti per comprare casa. Mutuo, Leasing immobiliare, Rent to buy

Chi vuole comprare una casa ha oggi a disposizione vari modi per farlo. Ma i benefici fiscali non sono uguali per tutti: i vantaggi maggiori li ha chi acquista con la locazione finanziaria. Negli ultimi due anni si è arricchita la gamma degli strumenti ai quali può ricorrere chi vuole diventare proprietario di un’abitazione. Al contratto di mutuo è stata prima affiancata la locazione con proprietà differita o rent to buy (articolo 23 decreto legge 133/2014) e poi, dall’inizio di quest’anno, la locazione finanziaria degli immobili residenziali (commi 76-84, articolo 1, legge 208/2015). Ampliare gli strumenti e le forme contrattuali per effettuare le compravendite può essere una politica saggia: più grande è il numero delle soluzioni contrattuali alternative alle quali è possibile ricorrere, più è probabile che qualcuna abbia le caratteristiche per soddisfare le esigenze dei diversi gruppi di potenziali acquirenti. Il beneficio finanziario pubblico che una famiglia o una persona che si propone di acquistare una casa può ottenere è, però, diverso per ognuno degli strumenti ai quali è possibile ricorrere. Chi vuole acquistare una casa da destinare ad abitazione principale senza disporre dei capitali necessari per pagare l’intero prezzo può ottenere il contributo pubblico più elevato sottoscrivendo – tra il 2016 e il 2020 – un contratto di leasing immobiliare residenziale, disciplinato dalla legge di stabilità 2016. Un giovane di età inferiore a 35 anni, e con un reddito non superiore a 55 mila euro, può detrarre dall’Irpef il 19 per cento dell’importo annuo del canone di locazione non superiore a 8mila euro e dell’importo della rata finale di riscatto entro i 20mila euro. Nell’ipotesi di un contratto di leasing di durata decennale, il risparmio fiscale complessivo è di 19mila euro; una cifra che si dimezza se il compratore ha almeno 35 anni. Anche nell’ammontare ridotto si tratta di un beneficio di cui non può avvalersi chi si propone di acquistare una casa ricorrendo al rent to buy, una forma contrattuale che ha la stessa struttura del leasing abitativo: in entrambi i casi si diventa proprietari della casa dopo averla abitata per un certo numero di anni pagando un canone di locazione. La normativa che ha disciplinato il rent to buy non ha previsto alcuna agevolazione neppure per l’acquisto dell’abitazione principale. Quanto a beneficio fiscale, neanche il mutuo regge il confronto con il leasing immobiliare. Gli acquirenti dell’abitazione principale che sottoscrivono un mutuo possono scontare dall’Irpef il 19 per cento sull’ammontare massimo di 4mila euro l’anno degli interessi pagati. Nel sistema di ammortamento dei mutui “alla francese” – abitualmente applicato dalle banche in Italia – la rata d’importo costante ha una quota di interessi che decresce nel tempo. Attualmente le banche offrono mutui decennali al tasso fisso del 2 per cento l’anno. Con questi tassi il mutuatario non beneficia dello sconto fiscale massimo di 780 euro l’anno (19 per cento di 4mila) neanche nel primo anno dell’ammortamento se il capitale preso a prestito non supera i 200mila euro. Per un mutuo di questo importo lo sconto complessivo sugli interessi è di 4.100 euro. Se si prendono a prestito 100mila euro si risparmiano 2.050 euro di Irpef: a parità della somma sulla quale è calcolata l’agevolazione fiscale, un giovane che ricorre al leasing abitativo ottiene un beneficio di nove volte superiore rispetto a quello che si ottiene con la sottoscrizione di un mutuo; se l’acquisto è fatto da una persona con almeno 35 anni, la differenza è comunque di quattro volte e mezzo. A parità di tassi di interesse e delle altre condizioni contrattuali, la forte differenza nell’ammontare del beneficio fiscale indirizza i potenziali acquirenti a ricorrere al leasing abitativo piuttosto che al mutuo o alla locazione con proprietà differita. (Fonte: Monitor immobiliare 25 Maggio 2016)

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